Manifesto (in costruzione)

Da Cevengur di Andrei Platonov (edizione Ritmi Theoria, dal titolo: Da un villaggio in memoria del futuro):

1 Era tormentato dalla convinzione di non aver fatto ancora nulla per creare il mondo socialista nella steppa, pur sapendo come fare. Non riusciva a sopportare oltre la frattura fra verità e realtà, aveva la testa posata su un collo caldo, e ciò che quella testa pensava si trasformava immediatamente in azione, in lavoro manuale e in comportamento. Egli sentiva la sua coscienza come la fame: impossibile rinunziarvi o dimenticarla.

2 Parlare con se stesso è un’arte, conversare con gli altri è uno svago. Ecco perché l’uomo va incontro alla società come l’acqua scorre per un pendio.

3 Secondo lui non esistevano libri noiosi e insensati, purché il lettore sapesse cercarvi con accortezza il senso della vita. I libri noiosi nascono da un lettore noioso perché nei libri è attiva l’ansia di chi cerca, non la bravura dello scrittore.

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