Mafi Rabia, “non c’è più primavera”

(di Alberto Savioli) In questi giorni in cui il sito archeologico di Palmira sembra minacciato dall’avanzata dello Stato Islamico, viene reso completamente fruibile un documentario realizzato nel 2009-2010 tra le tribù beduine della Jazeerah siriana e della steppa di Palmira, un territorio ora occupato dalle milizie del Califfato.

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“Mafi Rabia” è un’espressione araba che significa letteralmente “non c’è più primavera” (intesa anche come “non c’è più foraggio”) ed è anche il titolo di un documentario montato e diretto da Thomas Turolo su soggetto diretto e curato da Alberto Savioli.

Mafi Rabia, non c’è più primavera è stato girato in Siria tra il 2009 e il 2010, alla vigilia delle “Primavere arabe”, racconta la storia di tribù beduine e la loro vita nel deserto siriano resa difficile da un insieme di fattori umani e ambientali: il sovra-sfruttamento delle risorse idriche, la siccità e nuove abitudini di allevamento. Le riprese sono state realizzate principalmente nella steppa di Palmira, nell’area di Deir ez-Zor e Hassakah ora occupata dallo Stato Islamico, e attorno a Qamishli ora nel Kurdistan siriano chiamato Rojava.

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Questo insieme di fattori critici ha modificato le migrazioni stagionali e ha impoverito molti beduini costretti ad abbandonare la vita nomade e a sedentarizzarsi nelle periferie delle città.

Assieme a loro migliaia di persone sono scese in piazza nella primavera del 2011, spinte anche dalla povertà e dalla corruzione del governo siriano, temi che ricorrono anche nel documentario come un leitmotiv.

Appare surreale guardare a quel mondo di allora, quando tutto scorreva lentamente con i ritmi della tradizione millenaria dei pastori nomadi, ora quei territori si trovano saldamente nelle mani dello Stato Islamico o sono teatro di scontri tra opposte fazioni.

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Il titolo allude alla mancanza di foraggio e alla siccità ma è precursore di quanto accaduto, la “Primavera siriana” (nome con il quale si indica la protesta del 2011) è stata soffocata dalla repressione del regime e dalla successiva avanzata dello Stato Islamico, ora possiamo dire parafrasando il titolo che “non c’è più primavera”, anche se rimane la speranza di pace per quelle popolazioni martoriate.

Mafi Rabia è un video-documentario unico nel suo genere, poichè nulla di simile è stato fatto sui beduini siriani; è la vera voce di questo gruppo nomade, liberato da qualsiasi equivoco o qualsiasi rappresentazione forzata.

La guerra ha effettivamente cambiato le reali condizioni di vita in Siria, per questo motivo un documentario simile sarà probabilmente irripetibile.

 * Il link alla versione integrale del documentario sottotitolato in italiano, inglese e francese.

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