Le donne russe

Da «Le russe» di Corrado Alvaro, apparso su Omnibus il 16 ottobre 1937.

“Nella sua forma più naturale e comune, la donna significa molto al cuore d’ un russo. Rappresenta la tradizione locale, etnica e terrestre della Russia, le abitudini, i riti, la mentalità, gli usi. Partecipa fisicamente del suo paese. Il paese è vasto, uniforme, e questa uniformità è il suo mistero; le stagioni temperate lo sorprendono senza che una riesca a terminare il suo ciclo: la primavera è tarda, improvvisa e breve; l’ estate asfissiante e termina una sera di agosto in un diluvio di pioggia gelida; in tali stagioni in Russia accadono tutte le più enormi sciocchezze della vita. Presto, tutto ricade nella imprecisione, nei giorni brevissimi, nell’ indistinto. I pochi giorni dell’ estate hanno portato temperature estreme, d’ un caldo immobile e stagnante. L’ inverno le finestre inchiodate e sigillate. La donna russa è vicinissima alle stagioni e al clima della sua terra. Imprecisa come questa, come questa sfocata, con qualcosa di errante come i suoi fiumi e l’ infinito ondeggiare della pianura, è incapace di una completa espansione e, prima che nella sua natura fisica, è donna nella fantasia e nella ragione. Improvvisamente capace di bontà, ha una qualità evangelica come se fosse stata convertita appena ieri al cristianesimo: può essere la compagna dell’ uomo fino al calvario. Partecipa dei sogni dell’ uomo, dei suoi ideali e vi tien fede fino all’ ultimo; lo difende come una lupa, ed è difficile che un altro uomo non del suo stesso linguaggio attecchisca al suo fianco… “

Da quiarchiviostorico.corriere.it

 

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