Vincere l’odio

Questo passato del negro, un passato di catene, fuoco, torture, castrazioni, infanticidi e violenze carnali, un passato di morte e umiliazione, di terrori di giorno e terrori di notte, terrori che penetravano sino al midollo delle ossa, nel dubbio persino d’essere degno di vivere, perché tutti intorno a lui gli negavano questo diritto; un passato di dolore per le sue donne, per i suoi parenti, per i suoi figli che avevano bisogno della sua protezione e che egli non poteva proteggere, un passato di rabbia, di odio, di delitto – un odio per gli uomini bianchi talmente profondo, che spesso si rivoltava contro lui stesso e contro i suoi, rendendo impossibile ogni amore, ogni fiducia e ogni gioia; ebbene, questo passato, questa lotta senza fine per conquistare, rivelare e difendere una personalità umana, un’affermazione umana, nonostante tutti i suoi orrori, ha qualcosa di molto bello.

Non voglio abbandonarmi a sentimentalismi sulla sofferenza – anche se a questo punto risulta molto allettante – ma sta di fatto che la gente che non riesce a soffrire non è neppure capace di diventare adulta, né sarà mai in grado di scoprire se stessa. Colui che invece ogni giorno della sua vita si batte per sottrarre la propria umanità e la propria personalità alla crudeltà umana che infuria con fiamme distruttrici, se sopravvive alla propria lotta, ma anche se non sopravvive, impara a conoscere qualcosa che nessuna scuola, nessuna chiesa al mondo è in grado di insegnargli. Costui conquisterà la propria affermazione, che sarà incontrastabile E questo perché, per salvare la propria vita, egli è costretto a guardare oltre le apparenze, a non essere sicuro di niente, a penetrare il significato delle parole. Se devi continuamente sopportare il peggio che la vita può riservare a una creatura umana, cesserai di essere dominato dalla paura per ciò che la vita può riservarti, e sarai invece spinto a tollerarlo. A questo grado di esperienza, l’amarezza comincia a riuscirti sopportabile, mentre l’odio si trasforma in un peso troppo grave da sopportare. Una vita così concepita, così come ho qui cercato brevemente e inadeguatamente di schematizzare, è stata l’esperienza di generazioni e generazioni di negri, e aiuta a spiegare come mai essi siano capaci di produrre figli che ancora nell’età dell’asilo per recarsi a scuola si avventurano tra la folla. Occorre grande forza e grande astuzia per assalire senza mai stancarsi, come hanno fatto per tanto tempo i negri d’America, la fortezza solida e superba della supremazia bianca. Occorre una grande tempra morale per non odiare colui che ti schiaccia sotto il peso del suo odio, e un miracolo ancora più grande di intuizione e di carità per non insegnare l’odio ai propri figli. James Baldwin, La prossima volta il fuoco, 1962

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