Lettera di una siriana contro l’Isis

967786_642219379202697_646102299_nIl giorno successivo al plebiscito che conferma Assad al potere con la percentuale “bulgara” dell’88,7 % delle preferenze, una cittadina siriana scrive quest’appello/lettera che ci chiede di pubblicare. Shamya Suriya si oppone al mantra del Presidente e di chi lo sostiene, che accomuna tutti i suoi nemici definiti terroristi e qaedisti.

Da molti mesi il fronte dei ribelli siriani ha ingaggiato una guerra contro i qaedisti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), costituito per lo più da mercenari stranieri ingaggiati per la creazione, secondo i loro proclami, del Califfato universale.
I guerriglieri dell’Isis provengono da più di ottanta paesi e secondo molte indiscrezioni l’Isis sarebbe infiltrata da elementi iraniani e vicini al regime con lo scopo di creare una minaccia qaedista, che avrebbe un duplice fine, da una parte indebolire il fronte dei ribelli e tenerlo costantemente impegnato, dall’altra parte utilizzare l’Isis di fronte all’opinione pubblica mondiale, come unica alternativa al regime. Proponendo quindi l’equazione: se cadesse Assad il paese finirebbe nelle mani dei qaedisti dell’Isis.

Questi terroristi, perché non vi è altro termine per definirli, terrorizzano i civili, fanno pagare delle tasse ai cristiani che vogliono rimanere nelle aree da loro occupate, utilizzano la sharia in modo letterale tagliando le mani ai ladri e decapitando altri musulmani come loro che arrivano a definire takfiri, ossia infedeli, empi (l’espressione takfir indica il dichiarare qualcuno “kafir“, ossia miscredente, non-Musulmano).
Da parte sua il regime non è mai venuto in aperto contrasto con l’Isis, come invece fa con il fronte dei ribelli che dal 2012 tentano di fare cadere il regime di Assad.
Le sedi politiche dell’Isis a Raqqa (il loro feudo) non sono mai state colpite dall’aviazione del regime che invece ha ripetutamente colpito i quartieri abitati dai civili, anche il campo di calcio della città sede di addestramento dei combattenti dell’Isis non è mai stato bombardato.10447184_642219542536014_1550306281_n

Secondo alcuni questa sarebbe una prova della commistione Isis-regime, secondo altri invece l’Isis verrebbe semplicemente utilizzato dal regime per rafforzarsi e proporsi come unica valida alternativa.
Aiutateci a sconfiggere questi mercenari appoggiando la società civile siriana e la parte onesta dell’Esercito Libero Siriano che li combatte, affinché la Siria non abbia come unica scelta la dittatura “laica” di Assad o la dittatura fondamentalista dell’Isis.

Shamya Suriya

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