PRIME IMPRESSIONI SULLA SENTENZA DELLA CONSULTA

La sentenza di ieri della Consulta è un atto gravissimo che mette l’intero sistema istituzionale in uno stato di illegittimità, e quindi crea una situazione apparentemente senza via d’uscita…

Come dice Gramellini, un parlamento illegittimo comporta a cascata che le leggi promulgate sono illegittime, che lo stesso capo dello stato è illegittimo, con la conseguenza paradossale che la stessa corte costituzionale è illegittima e così circolarmente la stessa sentenza di ieri è da ritenere illegittima. 
Tutto ciò, badate, non è una barzelletta, la anticostituzionalità di un atto o di una norma ha, al contrario delle nuove leggi, un effetto retroattivo. 
Insomma, non esiste una via predefinita per uscirne, se ne uscirà allora in accordo alle teorie di Schmitt, dei poteri reali che vengono fuori nei momenti di emergenza, facendo così emergere la inconsistenza di taluni poteri ufficialmente considerati sommi.
Non vi fate prendere in giro dai costituzionalisti che già oggi nei giornali vaticinano, significativamente però ognuno in maniera difforme dagli altri. In effetti, basta avere alcune capacità logiche e qualche competenza generica per dire la propria, e francamente non trovo le opinioni dei costituzionalisti più profonde o fondate delle opinioni che si potrebbero ascoltare in un bar. 
In linea ovviamente del tutto teorica, un qualsiasi generale si potrebbe svegliare stamane, e rivendicare il proprio potere visto che opera in assenza di organismi istituzionali legittimi, compiendo un classico golpe militare, qualcosa di simile insomma a quanto avvenuto in Egitto.
Bisogna capire quale sia il piano politico di chi ha ispirato questa sentenza. Apparentemente, si direbbe che chi ha il potere effettivo e non solo quello formale, delegittimando tutti gli organismi istituzionali, concentra su di sè tutti i poteri. In effetti, la stessa corte costituzionale ha emesso una frase che suona davvero sgradevole se non francamente fuori luogo, aggiungendo che il parlamento può legittimamente legiferare sulle regole elettorali, visto che la sentenza entra in vigore non oggi, ma soltanto nel momento in cui sarà formulata la motivazione, il che richiederà almeno un mese di tempo. Poichè ciò è ovvio, il fatto che la consulta lo specifichi non può che avere un significato politico, di indicare cioè quella che i giudici costituzionali ritengono la via d’uscita da imboccare. 
Ci sarà tempo di riflettere sul “cui prodest” di tutta questa situazione ingarbugliata, ma si può soltanto dire che esistono poteri che si trovano alla disperazione, e che per difendersi non indietreggiano di fronte all’ipotesi di creare una situazione che obiettivamente può favorire sbocchi golpistici. 
Lo dicevo da tempo, finchè non si farà chiarezza sul voto dei 101, non se ne uscirà più, l’opacità nella politica monterà sempre più, dobbiamo vigilare.
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4 Responses to PRIME IMPRESSIONI SULLA SENTENZA DELLA CONSULTA

  1. Vincenzo, al di là della condivisione della tua analisi sulla gravità della situazione, ci sono alcuni toni che non posso condividere. Le opinioni dei giudici della Consulta messe alla stregua delle chiacchiere da bar, dette per prenderci in giro, dici…. non mi piace volgarizzare così atti ufficiali. E poi: il piano politico, dici, che sta dietro questa sentenza, i possibili sbocchi golpistici…. No, qui non ti seguo più. Francamente, da quando c’è Berlusconi ritengo pericoloso parlare di un piano politico dei magistrati. Lo ritengo peraltro assai facile, anche perché – sei uno scienziato come me: dovresti capirlo – il piano politico anche se non c’è, chi lo vuole cercare avrà sempre modo di trovarlo. Eppure, in questa situazione, anche tu stenti a capire quale dovrebbe essere il piano politico della Consulta, per non parlare del golpe. Perché non ha senso ipotizzarlo: applicando il Rasoio di Occam per quanto mi riguarda il piano politico è quello di dire ciò che già tutti sapevamo: questa porcata è incostituzionale, fate una nuove legge che rispetti la Costituzione. Cos’altro potevano fare, per non essere accusati di avere un piano politico? Dovevano forse dire che era costituzionale? Dovevano forse dire che era incostituzionale e che il Parlamento è illegittimo quindi occorre andare a votare subito col mattarellum? Francamente, le alternative a quel che hanno detto sarebbero state tutte molto più sospette di essere un piano politico, oltre che tutte ben poco in linea con la Costituzione e la prassi seguita dalla Consulta dal 1948 a oggi.

    • cucen9 says:

      Caro Lorenzo, scusami, ma il tuo commento mi appare francamente incomprensibile. Innazitutto, leggi attentamente, le chiacchere da bar erano rivolte ai costituzionalisti non ai giudici costituzionali. In secondo luogo, fai una confusione incomprensibile tra giudici e giudici costituzionali. La differenza, aldil delle ovvie differenti competenze, sta nel differente meccanismo di nomina. Ci che fa la forza nella divisione dei poteri democratici come disegnata da Montesque, che giudici ci si diventa per concorso, cio tramite un meccanismo potenzialmente neutro, obiettivo, almeno casuale nel peggiore dei casi. Come certamente saprai, nel caso dei giudici costituzionali, la nomina avviene per la massima parte da parte di organi politici (parlamento e capo dlelo stato) e quindi trovo la tua una confusione incomprensibile. Il piano golpista non comincia oggi, gi da tempo in corso, e io rimango interdetto quando anche persone attente e intelligenti come te non vedono le evidenze che hanno davanti. Infine, la tua argomentazione di quel tipo che ha portato l’Italia fino a questo punto, non si discute nel merito delle cose, ma in base a criteri di schieramento: i risultati di questo atteggiamento mentale sono davanti ai nostri occhi, fino a quando dovr continuare il degrado perch la gente se ne accorga e cambi attitudine mentale? Con affetto, Enzo

  2. lorenz says:

    Vincenzo, ho confuso i giudici della Consulta con i costituzionalisti: ok, ma il discorso non cambia granché. Quel che dicono i costituzionalisti, almeno quelli che ho sentito io, non può essere paragonato alle chiacchiere da bar, e non è detto per prenderci in giro. Per quanto riguarda il golpe in atto, ti invito a distinguere la tua percezione dalla realtà, altrimenti rimarrai sempre più interdetto da qualsiasi cosa sia diversa dalla tua percezione, che tenderai ad assolutizzare. In parole povere: qui sei tu in minoranza schiacciante se pensi sia in atto un golpe, quindi non sei nella posizione di dirti interdetto se non sono uno dei pochi che la pensa come te. Peraltro, occorrerebbe capire di quale golpe stai parlando, e di come usi la parola golpe. Infine, non rispondi alle mie domande: cosa avrebbe dovuto fare la Consulta per non sentirsi affibbiare l’accusa di avere un piano politico? Dire che la legge è costituzionale? Dire che il Parlamento dovrebbe votare subito col mattarellum? Dire cosa?

    • cucen9 says:

      Tentiamo di capirci, dire in dettaglio in cosa consista il golpe e chi siano i responsabili, può configurare ipotesi di reato. Io ovviamente non sono in grado di affrontare un processo, visto che stando fuori dalle porte del potere, non posso accedere ad elementi di prova, e quindi devo necessariamente tenermi sul generico.
      In complesso, trovo il tuo modo di confrontarmi con me, sbagliato. Intanto, introduci un argomento che con ciò che ho scritto, ci sta come il cavolo a merenda, affermando che non sarei abilitato ad essere interdetto perchè sono in minoranza, ma che c’entra il fatto numerico? mistero fitto.
      Mi parli come se tu ed io rivestissimo ruoli di potere, e il nostro ruolo fosse quello di avanzare proposte, non di valori e di modi di convivenza, non di carattere generale, ma nei dettagli, cosa avrebbe dovuto fare il tizio A e cosa il tizio B. E’ evidente che in un contesto corrotto, risulta problematico trovare uno specifico passaggio che sia risolutivo, ma questo non può esentare dal rivolgere critiche a chi comanda. Vorrei ricordarti che ogni potente ha sempre la possibilità, se non ha i mezzi per cambiare una situazione che ritiene sbagliata, di spogliarsi dei propri ruoli, non è che sia obbligato a fare scelte se le ritiene sbagliate, magari perchè ritiene che siano le meno sbagliate.
      Mi permetterai di esentarmi dal risponderti con un intero libro perchè l’argomento della nostra conversazione richiederebbe uno spazio adeguato, e mi limiterò ad alcuni punti specifici.

      Il mio punto di vista è che il piano di revisione costituzionale abbia profili golipisti. La nostra costituzione non contempla la propria revisione. E’ prevista certamente la modifica di singoli commi e di singoli articoli seguendo le procedure fissate dall’articolo 138, ma ciò non ha nulla a che vedere con un processo di revisione, che implica l’attribuirsi il potere di rimetterla in discussione nel suo complesso, eventualmente di riscriverla per intero. La costituzione è tutt’uno con lo stato democratico e repubblicano uscito dalle tragiche vicende della resistenza. Se ne può uscire solo se si compie un golpe, cioè se non ci si sente più cittadini di questa repubblica. So che la gran parte dei costituzionalisti sono molto più compiacenti (soprattutto se poi li nominano nell’apposita commissione, rendendoli parte in causa), ma per me hanno perso ogni autorevolezza quando mi è diventato chiaro che molti di loro cercano soltanto visibilità e potere (tengono famiglia anche loro…). Del resto, che la revisione non sia possibile, è dimostrato dalla stessa scelta del parlamento di procedere non seguendo quanto previsto dall’articolo 138, l’unico articolo che si occupi di modifiche costituzionali. Questa commissione di saggi costituisce appunto una specie di nuova assemblea costituente, cioè in clandestinità, stiamo cambiando l’ordinamento della nostra repubblica: se non è questo golpe, cos’altro lo sarebbe, dobbiamo vedere per forza i carrarmati per le strade, solo questo configura un golpe?

      Premetto alle mie considerazioni finali, che considero il porcellun una autentica schifezza, e trovo aberrante che il parlamento possa continuare ad astenersi dall’approvare nuove regole elettorali, ma nello stesso termpo non posso giustificare qualsiasi atto solo perchè raggiunge lo scopo che anch’io vorrei vedere coronato, stabilire leggi elettorali più eque (ci sono i cosiddetti effetti collaterali, a volte peggiori del problema che volevano risolvere).

      Attendendo le motivazioni della sentenza, non capisco come un premio di maggioranza possa essere considerato anticostituzionale, ed anche sulle preferenze credo che sia abbastanza arduo. Mi aspettavo quindi che la corte si astenesse da un qualsiasi pronunciamento in proposito.

      Anche nel caso che sia fondata l’ipotesi di incostituzionalità, niente vietava alla corte di stabilire una specie di percorso istituzionale da percorrere per uscirne, evitando di rendere illegittime tutte le cariche istituzionali. Nessuna persona responsabile può emettere una sentenza che causa questo stato di paralisi istituzionale che chi ha il potere reale trasformerà in arbitrio per i propri fini più o meno leciti. In ogni caso, era ovvio che la corte prendesse atto della propria illegittimità e che tutti i giudici si dimettessero a seguito della sentenza.

      Se quindi non si sposa fino in fondo la logica che la corte stessa ha deciso di assumere, si coltiva il sospetto che si voglia ottenere degli scopi non detti dietro la cortina fumogena dello stato di emergenza.

      In ogni caso, aspetto ancora la sentenza, anche se non dimentico la assurdità della sentenza emessa in occasione del conflitto sorto sull’inchiesta giudiziaria sulle trattative stato-mafia, la composizione della corte era allora molto simile all’attuale.

      Infine, ti raccomando di frequentare il mio blog dove troverai argomentate tutte e ciascuna delle mie considerazioni.

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